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Full text of "Caligola | opera in tre atti ed un prologo"

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CALIGOLA- 


OPERA  IN  TRE  ATTI  ED  UN  PROLOGO 


DI 


A.    GHISLANZONI 


MUSICA    DI 


GAETANO  BRAGA 


TEATRO  ALLA  SCALA 
Quaresima   1874. 


|N| 


TJ7F\ 


Py.    Stabilimento    r\icoRD 
MILANO 

NAPOLI  -  ROMA  -  FIRENZE 
LONDRA 


Proprietà  per  tutti  i  Paesi. 

Deposto  all'estero.  —  Ent.  Sta.  Hall. 

Diritti  di  traduzione  riservati. 


PERSONAGGI 


CAIO  CALIGOLA^ 

CASSIO  LICINIO  CHEEEA  .  .  . 
LAVINIA,  chiamata  quindi  CESONIA 
APPIO,  Sacerdote  di  Bacco  e  buffone 
MACRONE,  pretoriano  .  .  . 
ATELLIO,  giovane  poeta  .  . 
PISOXE,  Senatore  .... 
ORESTILLA,  moglie  di  Pisone 
SAMBRO,  schiavo  nero,  muto 


Pandolfini  Francesco 
Bulterini  Carlo 
Fricci  Baraldi  Antonietta 
Castelmary  Armando 
Eossi  Castagnola 
Durand  Maria  Luigia 
De  Filippi  Giovanni 
Cappelli  Ferdinanda 
N.  X. 


Senatori,  Pretoriani,  Mimi,  Gladiatori,  Cortigiani,  Sacerdoti 

Danzatrici,  Schiavi,  Popolo,  Cavalieri,  Liberti,  Matrone,  Servi 

Schiavi  germani.  Schiave  germane 

Schiavi  e  Schiave  orientali. 


Il  Prologo  ha  luogo  in  Miseno  nel  palazzo  di  Tiberio: 
gli  altri  tre  atti  in  Roma. 


Maestro  concertatore  e  direttore  per  le  Opere,  Franco  Faccio. 

Sostituti,  Perelli  Edoardo  e  Pagnoncelli  Gio.  Battista. 

Maestro  direttore  dei  Cori,  Zarini  Emanuele. 

Sostituto,  Antonioli  Guido. 

Primi  Violini  solisti,  Corbellini  Vincenzo  -  Rampazzini  Giovanni. 

Primo  dei  secondi  Violini,  Bastoni  Giovanni. 

Primo  Violino  e  direttore  d'Orchestra  pel  Ballo ,  Marenco  Romualdo. 

Sostituto,  Roncati  Carlo. 

Prime  Viole  a  perfetta  vicenda,  Cavallini  Eugenio  -  Bi  Carlo  Francesco. 

Prima  Viola  pel  Ballo,  Santelli  Giuseppe. 

Primi  Violoncelli  a  vicenda  per  l'Opera 

Truffi  Isidoro  -  Quarenghi  Guglielmo. 

Primo  Violoncello  pel  Ballo,  Nani  Giovanni. 

Primo  Contrabasso  per  1'  Opera,  Negri  Luigi. 

Sostituto,  Jenuscky  Giovanni. 

Primo  Contrabasso  al  cembalo  pel  Ballo,  Rossi  Evergete. 

Primo  Flauto,  per  l'Opera,  Zamperoni  Antonio  -  pel  Ballo,  Rivetta  Luigi 

Primo  Ottavino,  Cantù  Giuseppe. 

Prittio  Oboe,  per  l'Opera,  Confalonieri  Cesare  -  pel  Ballo,  Cesari  Luigi. 

Primo  Clarinetto,  per  l'Opera,  Orsi  Romeo  -  pel  Ballo,  Sassella  Luigi. 

Trimo  Fagotto,  per  l'Opera,  Torriani  Antonio  -  pel  Ballo,  Borghetti  Giuseppe 

Primi  Corni,  per  l'Opera,  Laurini  Bomisio  -  Languiller  Marco. 

Primo  Corno,  pel  Ballo,  Mariani  Giuseppe. 

Prima  Tromba,  per  l'Opera,  Falda  Gaetano  -  pel  Ballo,   Finora  Eugenio 

Primi  Tromboni,  Bernardi  Paolo  -  Biancalana  Giuseppe. 

Bombardone,  Castelli  Antonio. 

Prima  Arpa,  per  l'Opera,  Bovio  Angelo  -  pel  Ballo,  Nardari  Alessandro 

'     Gran  Cassa,  Rossi  Gaetano. 

Organo  e  Fisarmonica,  Zarini  Emanuele. 

Direttore  di  scena ,  Ronconi  Sebastiano. 

Sostituto  e  Buttafuori,  Archinti  Gaetano. 

Ispettore  pel  Ballo,  Vigano  Bavide. 

Rammentatore,  Gilardi  Canzio. 

Direttore  ed  inventore  delle  scene,  Cav.  Gerolamo  Magnani. 

Sostituto  al  signor  Magnani,  Giacopelli  Giuseppe. 

Collaboratori  della  Scenografia 

Belò  Pietro  -  Scaramuzza  Camillo  -  Aschieri  Guglielmo. 

Appaltatore,  direttore  ed  inventore  del  Macchinismo,  Mastellari  Gaetano. 

Vestiarista  proprietario,  Zamperoni  Luigi. 

Attrezzista  proprietario^  Gaetano  Croce  e  Figlio. 

Fornitore  proprietario  dei  Pianoforti,  Erba  Luigi. 

Fornitore  delle  maglie,  Enrico  Beali. 

l'ioristn  e  piumista,  Borroni  Teresa  -  Parrucchiere,  Bitta  Venegoni. 

Giojelliere,  Corbella  Napoleone. 

Calzolaja,  Mav:croffer  Rosa. 


NOTE  ISTORICHE 


—  Caligola,  a  dire  di  parecchi  sforici,  era  solito  vantarsi  di 
aver  commesso  questo  parricidio  (la  uccisione  di  Tiberio)  o  per 
lo  meno  di  averlo  progettato.... 

—  Fu  assunto  al  trono  per  voto  di  tutto  il  popolo  romano,  o, 
a  meglio  dire,  dell1 'universo. 

—  I  primi  atti  del  suo  impero  furono  improntati  di  generosità 
e  di  grandezza. 

—  Amo  Ccsonia  di  amore  ardentissimo  e  costante.  Quando  ella 
fu  madre ,  T  onoro  col  nome  di  sposa. 

—  Irritato  ad  una  rappresentazione  teatrale  che  il  popolo  non 
dividesse  la  sua  opinione,  gridò:  piacesse  agli  Dei  che  questo 
popolo  avesse  una  sola  testa! 

—  Quest'uomo,  che  aveva  in  tanto  disprezzo  gli  Bei,  chiudeva 
fili  occhi  e  si  coloriva  la  testa  in  udire  il  fragore  del  tuono.  Se 
il  fragore  cresceva,  egli  correva  a  nascondersi  fra  i  guanciali 
del  letto. 

—  Esercitava  con  passione  i  suoi  vari  talenti  di  gladiatore, 
cocchiere,  cantante  e  ballerino.... 

—  Correva  la  notte  per  la  città  vestito  di  un  lungo  ammanto 
e  il  capo  coperto  di  falsi  capelli. 

—  Fu  ucciso  da  Cherea....  Cesonia  perì  lo  stesso  giorno  per 
mano  di  un  centurione. 

Svetonio  -   Vita  di  Caligola. 


PROLOGO 


PROLOGO 


SCENA    PRIMA. 

Galleria  sotterranea  che  mette  alle  prigioni. 

A  destra,  una  porta.  A  diritta  e  sinistra,  anditi  che  mettono  alle  celle  car- 
cerarie. Un  arco  nel  fondo  della  scena  nel  quale  si  vede  una  scala  ascen- 
dente. 


Macrone,  dall'andito  a  sinistra,  seguito  da  poche  guardie  pretoriane. 

Macrone 
È  sgombro  il  luogo? 

Coro 
È  sgombro. 
Macrone 
Tutto  esploraste? 

Coro 
Sì. 


10 

MACRONE 

Usciamo! 

Coro 

Questa  notte 
Nessun  rimane  qui? 

Macrone 

Nessun... 

Coro 

Strano  è  davvero!... 

Macrone 

Di  Cesare  il  pensiero 
Chi  mai  scrutare  ardì? 
Ciò  che  Tiberio  impone 
Si  fa,  non  si  discute. 

Coro 

Dunque  il  sopor  letale 
Da  lui  si  dissipò?... 

Macrone 

Tanto  sorride  a  Cesare 
Benigna  la  salute, 
Che  un  olocausto  splendido 
Ai  Numi  ei  decretò. 
Domani,  eletti  a  sorte, 
Sul  rogo  avran  la  morte 
Dodici  prigionier. 


Coro 


Sul  rogo!  -  l'olocausto 
Splendido  fia  davver! 


n 

Tutti 

Sia  lode  al  divo  Cesare!... 
È  sacro  il  suo  voler!... 

(escono.  Macrone,  rimasto  ultimo,  batte  due  colpi  àW  arco  di  mezzo, 
quindi  si  allontana  dalV  andito  a  destra) 


Caligola,  preceduto  da  Sambro  con  fiaccola  in  mano.  -  Entrano  dalV  arco 
di  mezzo,  scendendo  la  scala  -  Caligola  e  avvòlto  in  ampio  mantello. 


Caligola 

(dopo  aver  esplorato) 

Macrone  è  un  uomo  arguto...  Ei  mi  ha  compreso... 
Un  uomo  fedele...  a  tutta  prova...  Oh  fosse 
Muto  egli  pur ,  come  costui  ! 

(accennando  a  Sambro) 

Ma  in  tempo 
Lo  diverrà... 

(dopo  breve  pausa,  volgendosi  a  Sambro) 
Sambro ,  a  me  attendi,  e  bada 
Di  non  smentire  l'accortezza  tua... 

(Sambro  fa  dei  gesti  esprimendo  la  sua  devozione) 
Un  giovin  prigioniero 
Fra  pochi  istanti  qui  apparir  vedrai... 
Fissalo  ben  —  scolpisci  nel  pensiero 
Le  sue  sembianze...  Ciò  che  a  far  ti  resti... 
Dal  mio  labbro  più  tardi 'apprenderai. 

Sambro 
(si  inchina  come  sopra,  quindi  segue  Caligola  che  si  inoltra  verso  l'andito) 

Caligola 
(che  avrà  aperta  una  cella) 

Cassio  Licinio!... 

(chiamando) 


i 


12 


Voce  interna 
Chi  mi  desta?... 
Caligola 

Vieni., 


Ti  reco  libertà. 


Licinio  e  detti. 


Licinio 

(guardando  Caligola  con  diffidenza) 

Creder  degg'io?... 
(Caligola  accenna  a  Satnbro  di  ritirarsi.  —  Questi  ubbidisce) 

Caligola 
(sottovoce) 

H  vii  Tiberio  so  che  detesti... 

Licinio 
Chi  non  abborre  quel  mostro  orrendo!... 

Caligola 
Ne...  vendicarti  di  lui  vorresti? 

Licinio 

(esitante) 

D'un  vecchio...  infermo...  presso  a  morir! 

Caligola 
(parlandogli  all'orecchio  con  voce  cupa) 

Di  lui  celiasti  in  giovanili  carmi, 
E  all'  isola  materna  ei  ti  strappò... 


18 


Licinio 
(commosso) 

Quella  storia  crudel  non  rammentarmi... 

Caligola 

Tua  madre...  tuo  fratello  ei  trucidò... 


Licinio 
(più  vivo) 

0  mia  povera 

madre... 

Caligola 
(come  sopra) 

Sul  rogo... 

Ella  spirava... 

Licinio 

Infame...  tu  mi  squarci  il  cor... 

Caligola 

Eri  amato...  e  Lavinia  si  nomava 
La  tua  fanciulla... 

Licinio 

(animatissimo) 

Dessa  vive  ancor?... 
Dimmi  che  vive  la  fanciulla  mia... 
Che  al  furor  di  quel  mostro  s'involò... 
Poi,  comanda...  disponi...  e,  qual  tu  sia, 
Come  schiavo  a'  tuoi  cenni  obbedirò. 

Caligola 

Ella  vive...  ella  ti  aspetta... 

Licinio 

Dove?... 


14 

Caligola 

Il  varco  io  t'apro  a  lei... 

(presentando  un  ferro  a  Licinio) 
Ma  un  tiranno  uccider  dei... 

Licinio 

(prendendo  il  pugnale) 
Lui!...  Tiberio!... 


Caligola 

(additando  la  piccola  scala) 

Il  mostro  è  là... 

Licinio 
(gettando  il  ferro  ai  piedi  di  Caligola) 

Vendicarmi!  in  braccio  a  lei... 
Scordar  l'onte  del  passato! 
No,  m'inganni...  un  mostro  sei 
Di  perfidia  e  di  viltà... 

Caligola 

La  tua  sorte  a  quel  pugnale 
È  fidata... 

Licinio 
Fuggi...  va... 

(Licinio  fissa  Caligola  con  occhio  smarrito.  Questi  si  ritira  verso  la  scala. 
Sambro  apparisce) 

Caligola 

(freddamente) 

Al  sorgere  dell'alba...  questa  porta 
Eia  schiusa  ancor...  Per  la  secreta  scala 
Di  Tiberio  alla  stanza 
Si  giunge...  Han  grave  il  sonno 


15 
Qualche  volta  i  tiranni...  e  spesso  ai  pazzi 

(raccoglie  il  pugnale  e  lo  porge  ancora  a  Licinio) 
Saggi  consigli  suol  recar  la  notte. 

(con  ironia) 
Poeta...  abbiti  il  vale 
D'un  amico!... 

(Caligola  sparisce  cól  negro) 

Licinio 

Chi  fia 
Costui?...  fuggiam!...  questo  pugnai  mi  tenta... 
(dopo  breve  esitazione  si  allontana.  -  Caligola  apparisce  di  nuovo  con  Sambro) 


Caligola 

(allo  schiavo) 


Ciò  che  far  devi 
Tu  già  comprendi... 
Se  un  grido  intendi 
Corri  a  ferir. 


(partono) 


SCENA   SECONDA 

* 
Giardino  sulla  spiaggia. 

Nel  fondo  il  palazzo  -  A  sinistra  porta  delle  prigioni  -  Statua  di  Venere. 


Àtellio,  donne  e  fanciulli,  con  cetre  alla  mano. 

Coro 

(ad  Atéllio  che  precede  la  comitiva) 

Quando  de'  nuovi  carmi 
Vorrai  bearci  il  core  ? 


16 


Atellio 

Qui,  presso  i  bianchi  marmi 
Sacri  alla  Dea  d'amore 
Meco  sostate, 
Mi  circondate, 
E  il  nuovo  cantico 
Sciogliamo  insiem. 

(sale  sulla  gradinata) 

COKO 

Alla  tua  voce 
Melodiosa 
Noi  pure,  Atellio, 
Eco  farem. 

Atellio 
(spiegando  un  papiro  e  leggendo) 

Al  divo  Tiberio, 
Infermo,  languente, 
Da  Giove  clemente 
Salute  invocbiam. 
(le  donne  ed  i  fanciulli  seggono  sui  gradini  accompagnando  còlle  cetre 
il  canto  di  Atellio  che  scende  dalla  gradinata) 
Miti  favonii 
Spirate  al  lido; 
Kecate  i  balsami 
Di  Samo  e  Gnido; 
A  lui  le  Grazie 
Mandili  profumi, 
A  lui  l'ambrosia 
Versino  i  Numi 
Che  eterna  avvivano 
La  gioventù. 


Coro 


A  lui  l'ambrosia 
Versino  i  Numi 
Che  eterna  avvivano 
La  gioventù. 


il 


No,  non  può  spegnersi 
D'un  Dio  la  prole: 
Talvolta  oscurasi 
Di  nebbie  il  sole; 
Ma  dalle  nuvole 
Al  dì  novello 
Sorge  più  splendido, 
Sorge  più  bello, 
Vita  e  letizia 
Del  mondo  inter. 


Sorge  più  splendido 
Sorge  più  bello, 
Yita  e  letizia 
Del  mondo  inter. 


Coro 


Caligola,  Àppio,  Pisone  e  detti  —  quindi  Lavinia. 


Caligola 

(che  avrà  ascoltato  le  ultime  strofe  in  disparte) 
Bravo!  più  pura,  o  Atellio,  non  fu  tua  voce  mai... 

Appio 
Presto  i  cantor  di  Koma  più  celebri  eclisserai... 

Caligola 
Dall'aule  di  Tiberio  ti  ascoltavam  rapiti... 

Atellio 
Che  disse  il  divo  Cesare? 


18 

Caligola 

Tanto  gli  fur  graditi 

I  tuoi  versi,  il  tuo  canto... 

Appio 

N'ebbe  tal  meraviglia... 
Che  in  sonno  placidissimo  chiuse  l'auguste  ciglia. 

Coro,  Pisone 

(ridendo) 

Ah!  Ah!...  I  tuoi  canti,  Atellio, 

II  sonno  han  provocato... 

Atellio 
L'effetto  non  è  nuovo... 

Caligola 

(volgendosi  al  coro) 

D'annunziarvi  mi  è  grato 
Che  ai  vostri  preghi  unanimi...  ai  caldi  voti  miei 
Con  prodigio  inaudito  risposero  gli  Dei. 
Dell'augusto  a  voi  mio  l'inferma,  esausta  vita, 
Come  a'  suoi  dì  più  giovani  or  sembra  rifiorita. 
(Lavinia,  a  questo  punto,  si  sarà  avvicinata  al  crocchio) 

PISONE 

È  ver... 

Coro 

Sia  lode  ai  Numi! 

Appio 

Feste,  banchetti  avremo... 
Roghi,  supplizi...  vittime  umane...  ah!  rideremo! 
Domani  al  primo  sole  dodici  carcerati 
Nel  circo  di  Tiberio  vivi  saran  bruciati. 


19 

Lavinia 

(in  disparte) 

Che  intendo!...  il  mio  Licinio...  forse... 

Pisone 

Doman  dicesti?... 
Le  notti  van  sollecite,  anco  se  noi  siam  desti. 

Atellio  e  Coro 

(volgendosi  al  mare) 
Dal  grembo  dell'oceano  il  primo  raggio  spunta. 
Caligola 

(da  se,  inquieto,  guardando  verso  il  terrazzo) 

Né  Sambro  ancor  ritorna...  l'alba  sì  presto  è  giunta!... 

Lavinia 

(accostandosi  a  Caligola) 

Dodici  prigionieri  al  rogo...  Ah!  non  scordare 
La  tua  promessa... 

Voci 

(di  fuori) 
All'armi  ! 

Tutti 
Un  grido  vien  dal  mare... 
Caligola 
Che  fu?  accorrete  tosto. 

Coro 
Macrone  ora  qui  muove... 


20 


Macrone,  alcune  guardie  pretoriane  e  detti. 

Macrone 

Strano  è  davver  l'evento!... 

Caligola 

(affannato) 

Macrone...  ebben...  quai  nuove  ?- 
(tutti  si  fanno  intorno  a  Macrone) 


Macrone 


Le  scolte  del  lido 
Fur  scosse  da  un  grido... 
Dall'alta  magione 
Si  schiuse  un  verone 
E  un  uom  fu  veduto 
Lanciarsi  nel  mar. 


Caligola 

(agitato) 

Quell'uomo?... 

Macrone 

Sommerso 

Disparve 

tra  i  flutti. 

Tutti 

Mistero!. 

•• 

Caligola 

(colla 

massima  agitazione) 

La  mente 

Presaga  ho  di  lutti... 
Le  stanze  di  Cesare 

21 
Sien  tosto  esplorate... 
Correte...  affrettate... 
Mi  sento  mancar... 

Tutti 
(meno  Caligola  e  Lavinia) 

Le  stanze  di  Cesare 
Corriamo  a  esplorar! 

{escono  precipitosamente  dirigendosi  verso  il  palazzo) 


Lavinia  e  Caligola 
Lavinia 

(a   Caligola  agitata) 

L'uomo  che  in  mar  lanciavasi?... 

Caligola 
(prestando  orecchio) 

Taci...  Lavinia...  attendi... 
Misto  di  plausi  e  gemiti 
Un  eco  non  intendi? 

Lavinia 

Nulla  al  mio  orecchio  giunge... 

Caligola 

(come  sopra) 
Pareami...  udir...  da  lunge... 

Lavinia 

(ansiosa) 

Queir  uom... 


22 

Caligola 

(distratto) 
Forse  un  vii  schiavo... 


Lavinia 

(con  forza) 


Un  vile  esser  non  può... 
Se  d'un  nefando  principe 
Punì  i  delitti... 


Caligola 

(vivamente) 


Il  pensi?... 


Lavinia 

(con  enfasi) 

Se  scosso  della  patria 
All'onta,  ai  lutti  immensi, 
Il  coronato  rettile 
Sotto  il  tallon  schiacciò. 

Caligola 
(da  se  con  gioia) 

Oh  fosse  ver!... 

Lavinia 

Coi  palpiti 
Mei  dice  il  cor... 


Caligola 


Divina... 
Sublime  sei...  Lavinia!... 
Io  t'amo... 


x  23 

Lavinia 


A  te  una  grazia 
Chiesi... 

Caligola 

Tu  sei  regina 
De' miei  pensieri... 

Lavinia 

Salvami 
Licinio!... 

Caligola 

Egli  ti  amò... 
Tu  l'ami  ancora... 

Lavinia 

Salvalo... 
E  più  noi  rivedrò... 

Caligola 

E  sarai  mia?  -  Le  carceri, 
Se  dato  è  a  me  l'Impero, 
Fien  schiuse  e  il  mondo  intero 
Felice  io  renderò. 


Vtellio,  Pisone,  Donne,  Macrone  e  detti. 

Atellio 
Sventura  !... 

Coro 
Ahi  !  tristo  evento  \ 


24 

Lavinia 
(da  se) 

Il  mio  presentimento 
Si  avvera... 

Caligola 

Voi  piangete? 
Narratemi...  che  fu? 

Atellio  e  Coro 

Tiberio... 

Macrone 
(simulando  dolore) 

Ah  no!...  tacete... 

Atellio  e  Coro 

Tiberio  non  è  più...  , 

Caligola 

Il  buon  Tiberio!... 

Atellio 

Ucciso... 

Coro 

Del  proprio  sangue  intriso... 
Noi  lo  vedemmo... 

Caligola 

Cessa! 
Pietà  del  mio  dolor! 

(da  se) 

Kespira  l'alma  oppressa... 


25 

Lavinia 
(da  se) 


Ti  schiudi  al  gaudio,  o  cor! 


Appio,  Cavalieri  e  detti. 

Appio 
(dal  terrazzo) 

Plaudite  a  Cajo  Cesare, 
Al  nuovo  imperatori 

Lavinia 
(con  entusiasmo) 

Salute  a  Cajo  Cesare 
Del  mondo  imperatori 

(tutti  ripetono  il  grido) 

Caligola 

(agitato) 

Lasciate  pria  che  l'anima 
L' immenso  duol  disfoghi... 

(a  Macrone  che  entra  dall' edificio  a  sinistra) 
Va...  le  prigioni  schiudansi... 
Non  più  supplizi  e  roghi... 
Era  novella  schiudere 
A  Eoma,  al  mondo  io  voglio; 
Mi  fia  corona  e  soglio 
Dei  popoli  l'amor. 

Tutti 

Salute  a  Cajo  Cesare 
Di  Eoma  imperator. 
{Caligola  accorre  rapidamente  al  palazzo  —  Atellio  seguito  dalle  donne 
va  a  collocarsi  sulla  gradinata  della  statua  di  Venere  —  Lavinia 
si  apposta  alla  porta  della  rotonda) 


26 


Lavinia,  Àtellio,  Appio,  Pisone,  Donne,  Fanciulli,  indi  Macrone  se- 
guito da  un  drappello  di  prigionieri.  Caligola,  Sacerdoti,  Senatori, 
e  Cavalieri  che  si  presentano  sul  terrazzo. 

Lavinia 

(fissando  la  porta  delle  prigioni) 

A  quella  porta  -  lo  sguardo  intendo 
Come  all'oracolo  -  del  mio  desthx 
Immenso  gaudio  -  o  duol  tremendo 
Mi  attende  al  varco  -  di  quel  cammin. 

Macrone 

(conducendo  i  prigionieri)  v 

Venite...  gioite, 
Del  libero  sole; 
Fra  noi  di  Germanico 
Eisorge  la  prole... 
La  folgor  celeste 
Tiberio  colpì... 
Di  splendida  veste 
Ammantasi  il  dì... 

Prigionieri 

Cantiamo . . .  esultiamo 
*    Al  libero  sole  ! 
Del  prode  Germanico 
Si  inneggi  alla  prole... 
L'esoso  tiranno 
Il  cielo  punì  ; 
Il  lutto,  l'affanno, 
Dal  mondo  sparì. 

Lavinia 

(correndo  in  mezzo  ai  prigionieri  e  cercando  ansiosamente) 

Licinio...  mia  vita... 
Mio  nume...  ove  sei? 


27 


Nel  dì  della  speme, 
Perduto  ti  avrei?... 
Ah  !  dite...  parlate.. 
Perchè  non  è  qui? 
Licinio...  mio  sposo.. 
Chi  mai  ci  tradì? 


Caligola 

(dal  terrazzo) 


A  Poma  lontana 
Si  mandi  un  saluto.. 
Il  giorno  promesso 
Dai  numi  è  venuto  ; 
La  lieta  novella 
Nell'orbe  si  udì  ; 
E  splende  più  bella 
La  luce  del  dì. 


Appio  e  Pisone 


Venite,  gioite, 
Al  libero  sole... 
Del  prode  Germanico 
Plaudite  alla  prole. 
Caduto  è  un  tiranno, 
Un  Cesare  è  qui , 
Il  lutto,  l'affaniv, 
Dal  mondo  sparì. 


Atellio  e  Donne 


Di  funebri  canti 
Il  plettro  sia  muto. 
È  stolto  chi  piange 
Sull'astro  caduto; 
Le  tombe  fuggiamo, 
Scordiam  chi  morì  : 
La  vita  cantiamo, 
La  luce  del  dì! 


28 


Lavinia 
{facendo  alcuni  passi,  e  levando  le  braccia  verso  il  terrazzo) 

Kendete  a  me  Licinio... 
Crudeli!  infranto  ho  il  cor... 

Tutti 

Evviva  Cajo  Cesare 
Del  mondo  imperatori 

(Lavinia  cade  svenuta.  I prigionieri  si  inginocchiano  davanti  al  terrazzo. 
Un  raggio  di  sole  illumina  il  gruppo  elevato  ove  emerge  la  figura  di 
Caligola.  Quadro). 


FINE  DEL  PROLOGO. 


ATTO  PRIMO 


ATTO  PRIMO 


SCENA  PRIMA 

Vasta  Galleria  splendidamente  illuminata. 

Varie  mense  imbandite. 


Atellio  sta  scrivendo.  Appio  passeggia,  e  si  arresta  dietro  lui.  Schiave, 
Cortigiane,  Baccanti  che  seggono  sonnolenti  presso  le  tavole.  Guardie 
pretoriane  su  diversi  punti  della  scena. 


Atellio 
(scrivendo) 


Siccome  fulgido 
L'astro  sfavilla 
Che  dalle  tenebre 
Saluta  il  dì; 
Bella  Cesonia, 
La  tua  pupilla 
Serena  e  candida 
Splende  così. 


Appio 

(toccando  leggermente  la  spalla  di  Atellio) 


Sempre  degli  inni  a  lei... 


32 

Atellio 

(volgendosi  e  nascondendo  il  papiro)  ' 

Sempre  indiscreto, 
0  gran  prete  di  Bacco... 

Appio 

Un  buon  avviso 
Ti  do  -  non  iscordarlo  -  questa  donna 
Uccide  ciò  che  tocca., 

Atellio 

Da  lei  salva 
*  Ebbi  la  vita  già...  L'amo... 

Appio 

(crollando  la  testa) 

Fanciullo , 
Non  sai  che  dici  -  Segui  il  tuo  trastullo. 

(si  scosta) 

Atellio 
(declamando) 

Siccome  fulgido 
L'astro  sfavilla 
Che  dalle  tenebre 
Saluta  il  dì. 
Bella  Cesonia, 
La  tua  pupilla 
Serena  e  limpida 
Splende  così. 

Appio 

(alle  donne) 
Dal  Circo  il  Divo  Cesare  non  è  tornato  ancora? 

Donne 
A  quel  che  pare  attenderlo  dovremo  fino  all'aurora. 


33 


Cavalieri,  Cortigiani  e  detti 
Coro 

(entrando) 
Plaudite  !  alzate  un  cantico  di  festa  ! 


Atellio  e  Donne 
(alzandosi) 


Quali  gridai 

Altri 
(che  sopravvengono) 

Oh  il  sublime  spettacolo!  Oh!  la  stupenda  sfida. 

àppio 
(al  Coro) 

Alfin  si  può  sapere?... 

Donne  e  Atellio 

Che  avvenne  mai?...  narrate. 

Coro 

Un  inno  trionfale  al  Prence  preparate  ; 
Tai  prove  di  destrezza,  di  forza  e  di  valore 
Chi  vidi  mai?  Caligola  ha  vinto  un  gladiatore. 

Appio 

Cesare  ! 

Coro 

Della  lotta  volle  tentar  le  prove... 
Ei  scese  nell'arena  tremendo  al  par  di  Giove.,. 
Con  un  atleta  indomito  si  misurò,  lo  vinse... 
E  immerso  nella  polvere,  d'un  colpo  sol  lo  estinse. 


31 


Tutti 

Un  serto  intrecciamo 
Di  lauri  e  di  fiori; 
Un  inno  destiamo 
Dai  pletri  sonori; 
Un  nuvol  si  addensi 
D'aromi  e  d'incensi 
Sull'orme  vittrici 
Del  Marte  novel. 
Ei  giunge  -  mirate! 
Il  varco  sgombrate! 
Si  avanza,  o  mortali, 
La  prole  del  ciel. 

(tutti  si  affollano  sul  fondo  della  galleria) 


In  mezzo  ad  ima  schiera  di  danzatrici  numidie  e  fenicie  e  saltatori,  si 
avanza  Caligola  in  abito  succinto,  la  testa  incoronata  d'alloro  ed  uno- 
palma  trionfale  nella  mano.  Cesonia  è  al  di  lui  fianco.  Macrone , 
Pisone,  Gladiatori,  Pretoriani  e  detti.  Appio  rimonta  la  scena  al 
lato  di  Caligola.  Le  danze  continuano  durante  il  dialogo  seguente  : 

Appio 

Delle  vostre  prodezze  tutto  il  mondo  è  stupito. 
(a  Caligola) 

Caligola 

Eppure  la  plebaglia  quasi  non  m'ha  plaudito... 
Perchè  il  popol  Romano  non  ha  una  sola  testa? 
La  troncherei  d'un  colpo!... 

Appio 

Idea  sublime  è  questa! 

Coro 

Ah!  Ah!  saria  da  ridere... 


Caligola 

(sedendo  al  piccolo  tavolo  e  volgendosi  bruscamente  a  Pisone) 

E  voi  non  dite  nulla? 
Ho  inteso  che  domani  sposate  una  fanciulla 
Vezzosa  assai...  Finora  non  mi  faceste  invito 
Di  assistere  ai  tripudi  del  nuzial  convito... 

Pisone 

Un  onore  sì  grande... 

(sospendendosi  le  danze) 

Caligola 

Verrò,  ten  do  parola  - 
La  vista  d'una  sposa  mi  allegra  e  mi  consola... 
E  tu  pure,  Appio  mio,  sarai  della  partita... 
Il  senator  Pisone  pel  labbro  mio  t' invita. 
Al  nuzial  banchetto,  Pison,  per  farti  onore, 
Condurrò  il  mio  cavallo...  Anch'egli  è  senatore. 

(gli  accenna  di  andarsene  -  le  danze  ricominciano) 
Sono  d'umor  lietissimo.  -  Versatemi  da  bere... 
Sparuta  sei,  Cesonia... 

(guardandola  fissamente) 

Cesonia 

Vegliai  due  notti  intere. 

Caligola 

Comprendo!  va!  t'invola  -  la  tua  figura  mesta 
Billette  un'ombra  tetra  in  mezzo  a  tanta  festa. 


Ti  lascio. 


Cesonia 


(ritirandosi) 
Caligola 

(alzandosi) 


Addio...  mia  sposa.. 


36 


Appio 

(da  se  guardando  Cesonia) 

Di  sua  beltà  l'impero 
Yedrem  cader  fra  poco,  se  il  mio  sospetto  è  vero. 

Caligola 

(da  se  guardando  Cesonia  che  s'allontana) 
E  non  ho  cuor  di  ucciderla!  l'amo...  sono  ammaliato. 

Coro 
Come  il  volto  di  Cesare  a  un  tratto  s'è  cangiato! 

Caligola 
Orsù!  per  sollazzarci,  stanotte  che  faremo? 

Tutti 
Parla,  divino  Cesare  -  parla,  t'obbediremo! 
Caligola 

La  mia  vittoria 
A  festeggiare 
L'intera  notte 
Dobbiam  vegliare. 
Noi  canteremo, 
Noi  grideremo; 
Ci  spanderemo 
Per  la  città; 
Nessuno  in  Koma 
Dormir  potrà. 

Tutti 


Noi  canteremo, 
Noi  grideremo; 
Tutta  la  notte 
Si  veglierà 


37 


Caligola. 


La  plebe  stolida 
Punir  vogl'io; 
Han  da  convincersi 
Che  sono  un  Dio; 
La  folle  audacia, 
Se  alcun  s'irrita, 
Colla  sua  vita 
Scontar  dovrà. 


Se  alcuno  sdegnasi, 
Se  alcun  s'irrita, 
Brutta  partita 
Giocar  dovrà. 


Con  mille  fiaccole 
Mi  precedete, 
Al  suon  dei  timpani 
Urli  mescete; 
Vo'  un  baccanale 
Cupo  infernale 
Qual  mai  non  s'ebbe 
Nella  città. 


Noi  canteremo, 
Noi  grideremo; 
Ci  spanderemo 
Per  la  città; 
E  il  baccanale 
Cupo  infernale 
Fino  al  mattino 
Proseguirà. 


Tutti 


Caligola 


Tutti 


(tutti  escono  tumultuosamente 


(  aligola 


S3 


SCENA  SECONDA 
Cortile  cinto  da  alta  muraglia  coperta  di  edera, 


Cesonia,  in  abito  modesto,  entra  dalla  porta  a  dèstra 

Cesonia 

Eespira,  anima  mia!  -  Nel  tenebroso 

Andito  arcano  mi  parea  che  tetra, 

Orrida  larva  i  passi  miei  seguisse. 

Di  Cesare  il  favore  Appio  m'invidia... 

E  mi  abbonisce...  Ad  ogni  istante  io  tremo... 

>  Via,  presagi  di  duoli...  Qui  la  serena 

>  Pesta  dell'alba...  il  delizioso  olezzo 

>  Delle  piante  e  dei  fiori  -  e  l'inno  Eterno 

>  Che  dalla  terra  si  solleva  ai  Numi, 

>  Come  nembo  di  luce  e  di  profumi  - 
»  Nella  fede  d'amor  qui  son  redenta... 

»  Qui  Lavinia  son  io  -  Cesonia  è  spenta. 

»  Oh!  perchè  non  mi  è  dato 

»  Confondermi  alla  ebbrezza 

»  Della  terra  e  del  ciel?  -  Perchè  degg'io 

>  Nell'amplesso  d'amore, 

»  Fremere  di  vergogna  e  di  terrore? 

Se  osassi  rivelargli...  Ah,  no!  -  quel  fiero, 

Quell'ardente  suo  cor  si  spezzerebbe... 

E  a  me  imprecando,  a'piedi  miei  morrebbe. 

Mentire  io  debbo  ancora... 

Sempre  mentire  -  chiudere  nel  seno 

Il  segreto  fatai  -  Finch' ei  lo  ignora, 

Io  soffro  sola...  ei  mi  ama...  egli  è  felice! 

(fantasticando) 
-  Tornar  vorrei  nell'isola 
Che  a  me,  che  a  lui  fu  culla... 
Là...  sotto  i  verdi  platani 
Dove  esultai  fanciulla... 


39 

In  una  ebbrezza  magica 
Scordar  tutto  il  passato, 
Dirgli  :  ti  ho  sempre  amato, 
Sempre  ti  fui  fedel! 
-  Giunger  vorrei,  sugli  agili 
Flutti  dell'oceano, 
Là  dove  suoni  barbaro 
Il  nome  di  Eomano; 
E  su  quei  lidi  incogniti 
Eingiovanirmi  il  core, 
Eitessere  all'amore 
Il  suo  virgineo  vel. 

(si  ode  picchiare  alla  porta  —  Cesonia  trasalisce) 
È  lui  !  -  Da'  miei  fantastici 
Sogni  nel  ver  ricado... 
Incontro  a  immenso  gaudio 
Collo  sgomento  io  vado... 

(apre  la  porta  del  fondo) 


Licinio  cestito  da  tribuno  romano  e  Cesonia. 

Cesonia 

(gettandosi  nelle  braccia  di  Licinio) 

Tieni,  amor  mio...  Sollecito 
Fcfcti  -  sien  grazie  a  te  !.. . 

Licinio 

(con  tristezza) 


Sì  brevi  ormai  concedonsi 
D'amor  gl'istanti  a  me... 


Cesonia 


Turbato  sei,  Licinio... 
Dimmi,  nessun  seguìa 
Tuoi  passi?... 


Licinio 
Come  al  solito, 


40 


Deserta  era  la  via... 
Pur,  ti  favello  il  vero... 
Mi  tedia  un  tal  mistero... 

Cesonia 

Dubiti  forse?... 

Licinio 

E  il  dubbio 
Strano  davver  non  è. 

Cesonia 

Io  t'amo  -  altro  non  chiedermi... 
Io  vivo  sol  per  te... 

Licinio 

0  Lavinia,  tu  lacrimi...  e  frattanto 
Dell'immenso  mio  duol  non  hai  pietà. 
Son  già  scorse  due  lune  e  piansi  tanto, 
Che  il  mio  ciglio  più  lacrime  non  ha. 
Io  perduta  ti  avea  -  venni  furtivo 
A  cercarti  nell'isola  natal  - 
Eri  sparita  -  Di  speranze  privo, 
Varcato  ho  allora  la  città  fatai. 
Qui  un  messaggio  secreto  mi  inviasti... 
Io  trasalii  d'amore  e  di  piacer... 
D'amplessi  e  baci  tu  mi  inebbriasti... 
Ma  un  velen  mi  fu  all'alma  il  tuo  mister. 

Cesonia 

(con  passione) 

Ebbene...  io  tutto  narrerò...  se  il  brami... 
Non  oggi...  o  mio  Licinio...  un  altro  dì... 
Licinio...  non  m'hai  detto  ancor  che  m'ami. 
Per  udir  tale  accento...  io  venni  qui... 
Quando  da  Eoma  noi  sarem  lontani, 
Tutto  il  secreto  mio  ti  svelerò... 
Vuoi  tu  seguirmi?  Partirem  domani, 
E  sempre  teco...  sempre  tua  sarò. 


Licinio 

Io  già  tei  dissi  -  qui  restar  degg'io.. 
Qui  mi  trattiene  un  vincolo  d'onor... 


Franger  noi  puoi?. 


Cesonia 

Licinio 
Questo  è  il  secreto  mio. 
Cesonia 

(con  amorevolezza) 

Vedi!  tu  pure  hai  dei  secreti  in  cor... 
Eispetta  adunque  il  mio... 

Licinio 

Ti  svelerei 

Cesonia 


Il  ver...  se  pria. 


Tutto  mi  è  noto  già... 
Se  ignorato  l'avessi,  io  già  sarei, 
Lontana  assai  da  questa  rea  città. 

(tremante  e  guardandosi  intorno) 
Contro  Cesare,  tu  il  sai... 
Una  trama  viene  ordita. 

Licinio 
Chi  tei  disse? 

Cesonia 

Un  cor...  che  ornai..  ! 
Vive  sol  della  tua  vita... 
Il  nefasto  giuramento 
Può  al  supplizio  trascinarti... 


42 

Qui  rimango  per  salvarti, 
Se  con  me  non  vuoi  ruggir. 

Licinio 

Tu...  salvarmi...  !  e  come  speri...? 

Cesonia 

[con  estremo  dolore) 

Ah!  non  più...  !  crudel  tu  sei... 

Per  terribili  sentieri 

Mi  travolsero  gli  Dei... 

Ma  nel  core  un  grido  io  sento 

Che  mi  assolve  ogni  peccato. 

Piansi  molto,  ho  molto  amato... 

E  ancor  molto  ho  da  soffrir. 

Licinio 

{gettandosi  nelle  braccia  di  Cesonia) 

0  Lavinia...  io  t'amo... 

Cesonia 

(con  trasporto  appassionato) 

Numi... 
Grazie  a  voi!... 

Licinio 

Dal  cor  beato 
Ogni  dubbio  è  dileguato, 
E  felice  io  sono  ancor. 


Cesonia. 


Una  nube  di  profumi 
Mi  rapisce  dalla  terra... 


Licinio 


Al  mio  sguardo  si  disserra 
Dell'olimpo  lo  splendor... 
T'amo...! 


43 


Cesonia 
T'amo... 

Licinio 

Lo  ripeti 
Mille  volte... 

Cesonia 


Ahi  !  manca  il  cor... 
(rimangono  alcun  tempo  abbracciati) 


Voci  di  fuori 


Schiudete  le  porte, 
Mariti  ed  amanti, 
All'orde  baccanti! 


Quai  voci!... 


Cesonia 

(atterrita) 


Licinio 

La  briaca 
Turba  quest'è  de'pretoriani  sgherri, 
De'para&iti  e  saltatori  e  drudi 
Che  all'infame  Caligola  fan  scorta... 

Voci  più  prossime 

0  vaghe  donzelle, 
0  giovani  spose, 
Non  siate  ritrose  ! 

Cesonia 
Quella  ciurma  si  approssima...  0  terrore!. 


u 

Licinio 

Lavinia  mia,  fa  core  ! 
Che  puoi  temer?... 


Cesonia 

Tutto  e  da  tutti  io  temo.-> 

Voci 
(fuori  della  porta} 

In  nome  di  Cesare 
La  porta  schiudete  ! . . . 

Licinio 

(mettendo  mano  alla  daga) 

Dai  vili  difenderti 
Lavinia,  saprò. 

(fa  per  uscire) 

Cesonia 

(trattenendolo) 


Che  fai  ?  di  salvezza... 
Ci  resta  una  via. 


Caligola 

(fuori) 


Si  atterri  la  porta  ! 
Più  indugi  non  vuò. 


Cesonia 
(corre  alla  casa  e  spinge  la  porta,  ma  questa  resisto 

Traditi!...  Perduti!... 


45 


Licinio 
(come  sopra) 


Pugnando...  io  cadrò...! 


Macrone,  Àppio,  Atellio,   Guardie  Pretoriane,  Cavalieri, 
Baccanti,  Popolo,  da  ultimo  Caligola. 

Macrone 
(alle  guardie) 

Piombate  su  qucll'uom... 

Licinio  v 

Codardi...  indietro! 
Cesonia 

(interponendosi  tra  Licinio  e  Macrone) 
Fermate...  io  ve  lo  impongo... 
Macrone 

(arretrando) 

Cesonia  !... 

Altri 

Ella...  in  tal  luogo!... 

Caligola 
(entra  barcollando,  colla  testa  coronata  di  pampini) 

Ov'è  lo  stolto... 
Che  resistermi  ardisce?  Ancor  trafitto 
Non  cadde  al  snol  ? 

Caligola  4 


46 

Macrone 

Mi  disarmò  l'aspetto 
Dell'augusta  Cesonia... 

Licinio 

Oh!  che  mai  sento! 

Caligola 

Cesonia!...  la  mia  sposa?...  o  tradimento! 

(rimane  alcun  tempo  silenzioso  cogli  occhi  fissi  al  suolo) 

Macrone,  Appio,  Cavalieri,  ecc. 

Della  superba  -  fu  lungo  il  regno. 
Che  tardi,  o  Cesare  -  che  indugi  ancor? 
Siccome  folgore  -  piombi  il  tuo  sdegno 
Su  questa  coppia  -  di  traditor  ! 

Donne 

Quella  alfin  spengasi  -  beltà  rivale 
Che  ci  ecclissava  -  col  suo  splendor... 
D'averno  uscisti  -  maga  fatale, 
Va!  nell'averno  -  ripiomba  ancor! 

Cesonia 

Il  suo  disprezzo  -  la  sua  rampogna 
D'ogni  supplizio  -  per  me  è  maggior... 
Numi,  toglietemi  -  a  tal  vergogna, 
Che  a  tanto  strazio  -  non  regge  il  cor. 

Licinio 

Sposa  a  Caligola  -  dessa!  la  rea!... 
Di  Eoma  intera  -  l'odio,  il  terror... 
Ed  io  soltanto  -  per  lei  vivea, 
Per  lei  sognava  -  gloria  ed  amor! 


47 

Atellio 


Codesta  turba  -  vigliacca  e  impura 
Veh!  come  esulta  -  del  suo  d,olor! 
Sol  io  compiango  -  la  sua  sventura, 
Sol  io  conosco  -  quel  nobil  cor. 

Caligola 

Numi,  ispiratemi!  strano,  inaudito 
Sarà  il  supplizio  -  dei  traditor, 
Tale  che  il  mondo  -  ne  sia  stupito, 
Che  i  tardi  posteri  -  n'abbian  terror. 

Appio,  Macrone  e  Coro 

Decidi,  o  Cesare. 
Del  loro  destino! 

Caligola 
{dopo  aver  meditato,  additando  Licinio) 

Costui  trascinisi 
Al  Palatino... 

{a  Cesonia) 
Tu...  donna,  seguimi! 

Licinio 
{uscendo  fra  le  guardie) 

Dunque  più  folgori 
Giove  non  ha! 

Cesonia 

{trascinata  da  Caligola) 

Ah!  trafiggetemi... 

Atellio 
{seguendo  Caligola) 

Di  lei  pietà!... 

Appio  e  Coro 

Ei  l'ama  ancora... 
Perdonerà. 

FINE   DELL'ATTO    PRIMO 


ATTO  SECONDO 


ATTO  SECONDO 


Atrio. 


Cavalieri  e  Cortigiane  in  fondo  alla  scena. 

Appio 
(chiamando  intorno  a  se  i  cortigiani  e  le  donne) 

Scena  più  bella  non  vidi  mai, 
Credete,  amici,  ne  ho  riso  assai, 
E  al  sol  pensarvi  ne  rido  ancor. 

Coro 

Tutta,  da  capo,  narrar  dovete 
L'amena  istoria. 

Appio 

Voi  stupirete, 
Voi  riderete  -  proprio  di  cuor. 

(tutti  si  fanno  intorno  al  gran  sacerdote) 
Pisone  a  tavola 
Stava  seduto 
Presso  la  giovane 
Sposa  gentil; 
Una  donzella 
Soave  e  bella. 


52 


Una  freschissima 

Kosa  d'aprii. 

Entrò  Caligola 

Pallido  e  muto... 

Tutti  tremarono... 

Pison  si  alzò... 

Cajo  alla  giovane 

Volse  un  saluto,  ':    J      k 

E  a  lei  dappresso 

Si  collocò. 

(ridendo) 

Che  sguardi!  Che  volti!  Che  celli  sparuti! 
Li  aveste  veduti!  -  Facevan  pietà... 
E  il  prence  frattanto  -  rapito  da  incanto, 
Sfiorava  col  labbro  -  la  vergin  beltà. 

Coro 

(ridendo) 

Allegro  il  convito!  -  beato  il  marito! 

No,  storia  più  amena  -  di  questa  non  v'ha. 

Appio 

Muto  per  lungo  spazio 
Ciascun  rimase...  quando 
Sorge  d'un  tratto  il  principe 
E  la  sua  coppa  alzando: 
«  Io  ripudiai  Cesonia  » 
Con  voce  ardente  grida... 
«  Doman,  la  rea,  l' infida... 
«  Sul  palco  perirà. 
«  Pisone...  la  tua  sposa 
«  E  giovane...  è  vezzosa; 
«  Il  mio  deserto  talamo. 
«  Per  lei  rifiorirà.  » 

Coro 

(ridendo) 

Storia  davver  più  comica 
Mai  non  s'intese...  Ah!  Ah! 


55 

Appio 


Che  sguardi!  Che  volti!  Che  ceffi  sparuti! 
Li  aveste  veduti  !...  facevan  pietà.,. 
Il  prence  frattanto  -  dall'aula  partiva 
E  al  vecchio  rapiva  -  la  vergin  beltà. 

Coro 


Allegro  il  convito!  -  beato  il  marito! 

No,  storia  più  amena  -  di  questa  non  v'ha. 

Appio 

Nella  sposa  del  vecchio  senatore 
La  superba  Cesonia  ha  ritrovato 
Una  rivai...  che  affretterà  il  suo  fato... 

Coro 

Ai  due  complici  rei  quale  supplizio 
Cesare  appresta? 

Appio 

Qui  ciascun  lo  ignora... 
Dubbioso...  incerto  ancora 
Si  mostra  il  prence...  A  vincere  la  possa 
Dei  propinati  filtri,  gioveranno 
I  baci  della  tenera  Orestilla... 
E  il  divin  fuoco  della  sua  pupilla. 

Coro 

(volgendosi  verso  le  stanze  di  Caligola) 

Silenzio!...  Ei  giunge....  Come  torvo  ha  il  guardo! 
(s'ode  rumore  di  tuono) 

Caligola  5 


Appio 

I  Numi  dell' Olimpo  e  della  terra 
Del  par  frementi  sono... 
Presto  la  folgor  terrà  dietro  al  tuono. 
(si  ritirano  da  un  lato) 


Caligola  dalle  sue  stame.  Atellio,  Macrone  che    sopravvengono  dal 
fondo  e  vanno  a  collocarsi  presso  Appio. 

Caligola 

Fiore  vivace  che  non  ha  fraganza... 
Fragil  vetro  che  al  primo  urto  si  spezza... 
Liquor  fallace  che  non  dà  l'ebbrezza... 
Eimanderò  Orestilla 
All'ebete  marito  -  Ella  n'è  degna... 
Avvi  altra  donna  in  terra 
Che  sappia  amar  come  Cesonia?  Ed  io... 
Punirla  deggio...  ucciderla...  Oh!  mille  altri 
Morran  con  essa...  Tutta 
L'umana  specie  fia  con  lei  distrutta. 

(tuono) 


Olà...  accorrete  !. 


Che  vi  turba  così? 


(atterrito) 

Appio 

(avanzandosi) 

Cesare... 

Coro 
Signore... 


55 


Caligola 

(riavendosi) 

Strano  terrore! 
(volgendosi  ad  Appio) 
Ebben:  divino  interprete 
De'  voti  miei,  pensasti?... 
Qual  pena  pei  due  complici, 
Qual  morte  immaginasti  ?... 
Nell'idear  supplizii 
Sublime  hai  fantasia; 
L'alta  vendetta  mia, 
0  prete  io  fido  a  te. 

(si  pone  a  sedere  e  tutti  gli  si  fanno  intorno) 


ÀPPIO 


La  colpa  fu  sì  orribile... 
Sì  reo  fu  l'ardimento... 


Loquace  sei. 


Caligola 
(irritato) 


Appio 
(inchinandosi) 


Gli  aneliti 
peli'  ire  vostre  io  sento... 

Caligola 

Or  dunque...  parla...  apprendimi!.., 
Troppo  a  punir  tardai... 


àppio 


A  tutto  io  già  pensai... 
Ben  vi  affidaste  a  me. 


56 

Atellio,  Coro,  Macronb 

Neil' idear  supplizii 
Davver  sublime  egli  è. 

ÀPPIO 

Il  vii  che  sedusse  —  l'augusta  tua  sposa 
Con  dieci  leoni  —  nel  circo  combatta... 

Caligola 

Sta  bene... 

Appio 

La  lotta...  feral,  sanguinosa... 
A  scorger  dal  podio  Cesonia  sia  tratta... 

Caligola 

Stupendo  pensiero! 

(volgendosi  a  Macrone) 
Va...  corri...  disponi... 

Abbiam  di  Numidia  -  duecento  leoni... 

Sian  scelti  i  più  fieri  -  Cesonia  sia  là... 

E  anch'essa  poi  muoja! 

Atellio 

(gettandosi  ai  piedi  di  Caligola) 
Signore...  pietà... 

Caligola 
(ad  Atellio  con  ira) 

Tu...  fanciul...  che  vuoi?...  favella... 


Atellio 


Deh!  Signore,  vi  placate... 
Alla  sposa  perdonate, 


57 

Colpa  alcuna  in  lei  non  v'ha... 
In  veder  colei  sì  bella, 
Nel  parlarle  un  solo  istante, 
La  sua  voce,  il  suo  sembiante 
L'ire  vostre  placherà. 

ÀPPIO 

Ah  badate  -  vi  guardate 
Dalla  perfida  sirena  - 
Sia  spezzata  la  catena 
Che  mancipio  a  lei  vi  fa. 

Caligola 

(da  se) 

Dall'averno  questa  donna 
Per  straziarmi  è  dunque  uscita? 
Più  l'aborro  e  più  mi  irrita 
Il  desìo  di  sua  beltà. 

Macrone  e  Coso 

Co'  suoi  vezzi,  co'  suoi  filtri, 
Col  suo  perfido  sembiante, 
La  maliarda  in  un  istante 
Quegli  sdegni  placherà. 

(ad  un  cenno  imperativo  di  Cesare  tutti  escono) 

Caligola 
(con  voce  terribile) 

«  Il  supplizio  si  appresti  -  ite  -  affrettate! 
«  Me  sol  frattanto  a' miei  pensier  lasciate.  » 
(escono  tutti) 


Caligola 


58 


Caligola ,  indi  Ccsonia. 
Caligola 

La  rivedrò...  Quell'Appio  è  un  forsennato... 
Quell'Appio  è  un  vii,  che  dei  favori  miei 
Sempre  abusò...  Clemente  io  sono  e  pio... 
Tal  mi  acclamaron  sempre 
Le  romane  legioni...  Appio  soltanto 
Al  delitto  mi  spinse...  Io  so  che  aborre 
Cesonia...  Perchè  io  l'amo  egli  l'aborre!... 
Ella  mi  offese  -  è  ver  -  molto  mi  offese... 
Ma  vuol  giustizia  ch'io  la  ascolti,  pria 
Di  condannarla...  e  se  non  ha  discolpe, 
Sarà  tremenda  la  giustizia  mia. 

(va  in  fondo  dell'atrio  ed  apre  una  porta) 

Cesonia...  vieni... 

Cesonia 

(da  se) 

Orribile  novella 
A  intendere  mi  appresto... 

Caligola 

Come  nel  suo  terror  dessa  è  più  bella!... 
Tu  sai,  Cesonia,  che  a  te  molte  offese 
Già  ho  perdonato...  Or  chieggo  a  te... 

Cesonia 

(con  alterezza) 

Rispondi 
A  me  tu  prima  -  Di  novello  sangue 
Grondan  tue  mani? 

Caligola 
Che  vuoi  dir? 


59 

Cesonia 

Colui... 


Vive  o  fu  spento? 

Caligola 

Il  complice  tuo  vile? 

Cesonia 

Complice  alcun  non  v'ha,  se  non  vi  ha  colpa. 
Vive  egli  ancor? 

Caligola 

Morrà  fra  brevi  istanti... 

Cesonia 

(gettandosi  ai  piedi  di  Caligola) 

Tu  non  lo  ucciderai  -  desso  è  innocente... 
Il  mio  labbro...  il  mìo  core  a  te  non  mente. 

(con  voce  affannata) 
Frigionier,  laggiù  a  Miseno, 
Di  salvarlo  un  dì  sperai... 
Tua  divenni  e  l'obliai... 
Calpestai  quel  sacro  amor. 
Narrar  volli  all'infelice 
La  ragion  del  fallo  mio, 
Separar  di  eterno  addio 
11  mio  cuore  dal  suo  cuor. 

(rialzandola  con  voluttuoso  trasporto) 

Me  sol  ami...  sempre  m'ami... 
0  Cesonia?... 

Cesonia 

Ei  salvo  sia! 


60 


Caligola 

(con  ira) 

Rivederlo  ancor  tu  brami... 
Muora!... 

Cesonia 

Ei  fu  per  cagion  mia 
Troppo  misero  -  Ah!  concedi 
Ch'egli  sia  da  me  salvato... 
Che  il  suo  spettro  insanguinato 
Non  mi  debba  maledir... 

Caligola 

Troppo,  o  donna,  a  me  tu  chiedi; 
Condannato  io  l'ho  a  morir. 

(rumore  di  tuono) 


Macrone,  Àtellio,  Cortigiani,  Caligola  e  Cesonia. 

àtellio,  Macrone  e  Coro 

(accorrendo) 
Sinistro  prodigio... 

Caligola 
(volgendosi  furioso) 

Turbarmi  chi  ardisce  ? . . . 

Atellio,  Macrone  e  Coro 

Dei  Numi  lo  sdegno 
Sui  venti  ruggisce... 
Di  stille  cruente 


61 


La  terra  rosseggia, 
Sovrasta  alla  reggia 
Un  nembo  feral. 

Caligola 

(atterrito) 

Udisti...  Cesonia?... 

Cesonia 

n  cielo  si  oscura... 

(cade  la  folgore  a  poca  distanza) 
I  Numi  ti  abborrono. 

Tutti 
Sventura  ! . . .  Sventura  ! . . . 

Caligola 

(a  Cesonia  quasi  supplichevole) 

Più  volte  m'hai  salvo... 
Possente  tu  sei... 
Propizia  gli  Dei... 

Cesonia 

(con  fuoco) 

Va,  mostro  infernali... 

Per  me  che  hai  tu  fatto?  -  ti  chiesi  la  vita 

Di  un  uomo  innocente... 

Caligola 

(sempre  più  atterrito) 


Cesonia...  ei  vivrà! 


Cesonia 
(volgendosi  a  Mucrone) 


L'udisti? 


62 

Caligola 

(a  Macrone) 

Sia  sciolto... 

Cesonia 

Kespira,  o  cor  mio!... 
(a  Macrone  che  subito  si  allontana) 
Va,  corri,  obbedisci...  (a  Caligola)  Discaccia  il  terrore; 
Lo  sdegno  dei  Numi  placato  or  sarà. 

Atellio 

Sia  plauso  a  Cesonia! 

Coro 

Davver  sovrumano 
È  il  fascino  arcano  di  questa  beltà. 
(Cesonia  conduce  Caligola,  tremante  e  barcollante  nel  fondo  della  scena, 
Atellio  si  allontana  col   coro.  —  Il  temporale  va   a  poco   a  poco 
cessando). 


SCENA  SECONDA 


Andito  che  mette  all'Anfiteatro. 

Licinio,  Macrone. 

Macrone 

Libero  siete.. 

Licinio 

(ironico) 

Della  vita? 

A  chi  debbo  il  favore 

C3 

Mackone 


L'incarco  a  me  fidato 
Compii  -  Non  indugiate 
Un  istante  a  fuggir  -  tale  è  il  consiglio 
Ch'io  vi  porgo  -  ogni  indugio  or  fia  periglio. 

(esce) 

Licinio 

O  numi,  a  voi  sien  grazie 
Della  possente  aita... 
Un  giorno  sol  or  chieggovi 
Di  libertà,  di  vita... 
Perchè  un  tiranno  insano 
Che  al  mondo,  al  ciel  fa  orror, 
Sappia  che  un  cor  Eomano 
Palpita  in  Eoma  ancor. 

(commosso) 
All'arte,  ai  dolci  fremiti 
D'amore  io  sol  vivea; 
Larva  divina,  eterea 
Al  mio  pensier  splendea... 
Di  sozzo,  osceno  ammanto 
La  larva  si  coprì... 
Di  sangue  immenso  vortice 
Sui  passi  miei  si  aprì. 


YOCI  INTERNE 


La  pugna  dei  leoni, 

Non  si  comincia  ancor?... 

Licinio 
i 

0  plebe  stolta.. 
Che  in  lascivie  feroci  ti  consumi, 
Me  ad  altre  lotte  hanno  serbato  i  Numi. 

(esce) 


64 

Appio,  indi  Caligola,  Cesonia,  Guardie* 
Appio 

{uscendo  dal  circo) 

Siccome  belva,  il  popolo 
Kuggisce... 

Caligola 

(entrando) 


Queste  grida?. 


Appio 

(con  calore) 

Tutti  nel  circolo  attendono 
La  sanguinosa  sfida... 
Di  debolezza  accusano 
Tua  improvvida  pietà... 

Caligola 

Promisi  uno  spettacolo 
Sublime  -  e  tal  sarà. 

(alle  guardie,  additando  Appio) 
Olà  -  costui  nel  circo 
Tosto  a  pugnar  traete... 

Appio 
(atterrito  e  barcollante) 

Che,  che!  divino...  Cesare... 

(alle  guardie) 

Ei  celia...  non  vedete?... 

Voci  dal  circo 


Le  belve  si  scatenino... 
Non  uscirem  di  qua... 


65 

Caligola 
(alle  guardie) 

Or  via,  si  getti  al  popolo 
Questo  buffon... 

Appio 
(divincolandosi  fra  le  guardie  e  levando  le  braccia  in  atto  profetico) 


Ti  maledico... 


Gli  Dei  paventa...  un  empio  sei... 
(vien  trascinato  dalle  guardie) 
Caligola 

(ridendo) 

Ah!  Ah! 
Egli  inventò  il  supplizio. 
Sta  ben  che  or  n'abbia  un  saggio... 
Vedrem  del  suo  coraggio, 
Quai  prove  a  noi  darà. 
(ad  un  cenno  di  Caligola,  vengono  alzate  le  tende,  e  vedesi  V  anfiteatro 
affollato   di  spettatori.   Caligola  dà   la  mano   a  Cesonia,    che   a  mala 
pena  può  reggersi  dalla  commozione,  e  con  lei  va  a  prender  posto  nei 
palco  imperiale) 

Cesonia 

(da  se) 

Serbato  a  tal  supplizio 
Licinio...  quale  orror! 


Coro 
(dal  circo  applaudendo) 


Le  belve  si  scatenino. 
Viva  r  imperator  ! 


fine  dell  atto  secondo. 


ATTO  TERZO 


ATTO  TERZO 


SCENA    PRIMA. 

Interno  della  casa  di  Fisone. 

La  scena  è  divisa  in  due  compartimenti.  —  A  destra,  un    gabinetto,  sepa- 
rato da  una  grande  sala  a  mezzo  di  colonne  e  di  cortinaggi. 


Orestilla,  nel  gabinetto  in  mezzo  alle  ancelle,  Pisonc  seduto  nella  grande 
sala,  col  capo  appoggiato  alle  mani,  in  atteggiamento  di  profondo 
dolore.  —  Famigli  di  risone. 

Ancelle 

Bella  Orestilla  -  che  piangi  tu?... 

Non  sei  colpevole, 

Pura  tu  sei; 

L'onta,  T  infamia 

Temer  non  dei  ; 

Bella  Orestilla  -  non  pianger  più... 

Orestilla 

Qual  bene  in  terra  -  poss'io  sperar? 
Povera  vittima 
Disonorata, 
Se  anco  dagli  uomini 
Son  perdonata, 

Mi  potrà  ancora  -  lo  sposo  amar? 
(s'ode  picchiare  sommessamente  alla  porticella  della  grande  sala) 


70 

PlSONE 
(riscuotendosi,  e  volgendosi  ai  famigli  che  lo  circondano) 

Aprite  ! 
(i  famigli  escono  per  la  vorticella,  Visone  si  alza  e  passa  nel  gabinetto 
delle  donne) 

Alle  tue  stanze 
Eiedi  Orestilla  -  assai  vegliasti  in  pianto... 
E  il  pianto  a  nulla  giova... 

Orestilla 
Sempre  in  lutto  vivrò,  mio  buon  signore... 


Licinio,  Tribuni,  Pretoriani,  Liberti,  Famigli  di  Pisone  e  detti 

Licinio 
(ai  famigli  che  lo  introducono) 

Pisone  è  qui?... 

Famigli 

Attendete... 

Pisone 

(ad  Orestilla) 

La  vendetta 
Entra  in  casa  mia...  e  svanirà  il  dolore. 
(bacia  in  fronte  Orestilla,  e  questa  esce  seguita  dalle  ancelle) 

Licinio 

(ai  compagni  additando  una  porta  segreta) 

Ecco  il  varco  dai  numi  segnato... 


71 

Coro 

Per  di  là!  -  bene  sta! 


Licinio 

(a  Pisone  che  viene  ad  incontrarlo) 

Siam  qui  tutti... 

Pisone 

Del  giorno  invocato 
Sorta  è  l'alba... 

Tutti 

Qell' empio  morrà. 

Pisone 

Al  Circo  Statilio.  Quel  calle  ha  l'uscita. 

Licinio 

Di"  mimi  e  cinedi 
La  ciurma  avvilita 
Yedrem  se  il  tiranno 
Difender  saprà... 

Pisone 

Ornai  tutta  Roma  ruggisce  vendetta... 

Pretoriani 

Macron,  nostro  duce,  dal  vii  trucidato... 

Tribuni 

Un  sacro  ministro  nel  Circe  immolato... 


72 

PlSONE 

V'è  alcuno  che  oltraggi  non  ebbe  a  patir? 

Tutti 

Di  spegnere  il  mostro  fia  lieve  V  impresa... 
Si  scelga  chi  primo  lo  debba  ferir. 

Licinio 
(impugnando  un  ferro) 

Fra  noi  non  insorga  la  vana  contesa... 

Per  questo  pugnale  colui  dee  morir. 

Ciò  che  mi  ha  tolto 

Quell'uom  feroce, 

De' suoi  delitti 

Qual  fu  il  più  atroce, 

Fratelli,  amici, 

Noto  non  v'è. 

La  storia  orrenda 

Se  voi  sapeste, 

Con  un  sol  fremito 

Mi  gridereste: 

Giusto  è  che  l'empio 

Muoia  per  te. 

Coro 

(Una  fatidica 

Fiamma  lo  investe). 

Noi  l'alta  impresa 

Fidiamo  a  te. 

(ad  un  cenno  di  Pisane  vengono  recate  e  distribuite  delle  coppe) 

Tutti 
(levando  le  tazze) 

Numi,  custodi  ed  arbitri, 
Dell'immollai  citta , 
A  voi  libiamo! 


73 
Torni  su  Roma  a  splendere 
Il  sol  di  libertà. 
Zitti!...  partiamo!... 
(tutti  escono  per  la  porta  segreta;  Or  estilla  col  seguito  delle  ancelle  com- 
parisce dì  nuovo). 


Donne 


Quei  generosi  corrono 
La  patria  a  vendicar  - 
Per  lor  preghiamo! 


SCENA  SECONDA 

Un  Terrazzo  al  Palatino. 

A  traverso  le  colonne  si  vede  una  porta  di  Roma.  -  E  l'alba. 


Caligola  e  Cesonia. 

Caligola 


»  Eido  dei  sogni  -  credi  tu,  Cesonia, 
»  Alla  possa  dei  Numi?  Un  ciurmadore 
»  È  questo  Giove  -che  atterrirmi  spera, 
»  Come  fanciullo,  con  visioni  e  larve. 

Cesonia 

»  Non  schernire  gli  Dei  -  Presagi  orrendi 
»  Ci  stanno  intorno.  Il  lugubre  silenzio 
»  Di  questa  reggia  istessa 
»  È  silenzio  di  tomba...  Un  fiero  eventc 
»  A  me...  a  tutti  sovrasta. 

Caligola 

»  Io  noi  pavento. 


74 

Cesonia 

»  Agli  uomini  ed  ai  Numi 
»  In  odio  sei  del  par... 

Caligola 

»  Me  tutti  in  "Roma  adorano... 
»  Perchè  dovrei  tremar?... 
»  Se  qualche  reo  patrizio 
»  Qualche  buffone  io  spensi, 
»  Largo  fui  sempre  al  popolo 
»  Di  pane  e  di  circensi... 
»  Io  ben  potea,  sol  arbitro 
»  Delle  romane  vite, 
»  Tutte  in  un  dì  recidere 
»  Le  teste  di  costor... 
»  Ma  tu  lo  sai...  Cesonia... 
»  Sempre  il  mio  cor  fu  mite... 
»  Io  feci  grazie  al  popolo... 
»  E  Koma  esiste  ancor! 

Cesonia 

»  Trema! 

Caligola 

»  Tu  sola...  donna  abbonita... 
»  Tremar  tu  devi  per  la  tua  vita... 
(la  respinge  da  se.  Cesonia  cade  sopra  un  sedile  profondamente  abbattuta) 
{volgendosi  verso  le  stanze  interne) 
»  Olà!  danzatori! 
»  Cantori,  venite! 
»  Al  Circo  Statilio 
»  Me  tutti  seguite! 
»  Il  popol  romano 
»  Malato  è  di  noia... 
»  Io  vuo'  che  alla  gioia 
»  Kisorgano  i  cor... 


73 


Ballerine,  Mimi,  Cantori,  Buffoni,  ecc. 

Coro 

»  Siam  teco!... 

Caligola 

»  La  cetra 
»  Mi  venga  recata... 
»  Di  pampini  ornata, 
»  Coperta  di  fior! 

(una  schiava  reca  a  Caligola  la  cetra) 


Al  Circo  Statilio 
Ti  rechi,  o  signor  ? 


»  Or  squillili  le  trombe, 
»  Kidestino  il  sole!... 


Dei  Numi  alla  prole 
Resister  chi  può? 


Coro 


Caligola 


Coro 


Caligola 


»  Del  Circo  alle  prove 
»  Me  il  popolo  acclami, 
»  0  il  folgor  di  Giove 
»  Su  lui  scaglierò. 

(al  coro) 
»  E  all'alba  un  sol  rogo 
»  Di  Roma  farò. 

(Caligola  si  allontana  col  coro) 


70 


Cesonia,  indi  Atellio. 
Cesonia 

Va,  sciagurato!  Tale  esser  clovea 
L'ultimo  addio  fra  noi  -  Qual  altro  prezzo, 
Quale  compenso  alla  mia  vita  rea, 
Fuorché  l'odio  di  tutti,  e  il  tuo  disprezzo? 

{con  dolore) 
E  anch' ei  mi  abborrirà...  Sulla  mia  tomba 
Maledetta,  imprecata, 
Non  sarà  alcun  che  lacrimando  dica: 
0  Lavinia,  o  Lavinia,  un  dì  t'ho  amata... 
Atellio...  giunge...  Ebben!  Colui  vedesti? 
Gli  recasti  il-  mio  scritto?... 

Atellio 

{consegnando  a  Cesonia  un  papiro) 

Io  ve  lo  rendo. 
Quell'uomo  invan  cercai... 

Cesonia 

{con  disperazione) 

Destino  orrendo!. 
{rimane  come  impietrita) 

Atellio 

Frequente  e  bieca  sulle  vie  di  Koma 
Innanzi  all'alba  si  versò  la  plebe... 
Sul  passaggio  di  Cesare  non  una 
Voce  levossi  ad  acclamarlo...  Io  temo... 
Yoi  piangete...  Cesonia...  impallidite! 
Vi  ha  periglio  per  voi...?  Meco  fuggite... 

Cesonia 

10  fuggire  ?  è  tardi ...  è  vano 

11  mio  fato  io  non  pavento... 
Spero  ancor  che  la  sua  mano 


77 


Il  pugnai  mi  vibri  in  cor  - 
Così  almen  l'estremo  accento 
Nel  morir  gli  volgerei, 
E  redenta,  griderei: 
0  Licinio,  io  t'amo  ancor... 

Voci 
(di  fuori) 

Cadde  il  tiranno... 

Atellio 
(a  Cesonia) 

Udite...? 
Usciam  di  qua...  fuggite... 

Voci 

Morte  alla  rea  Cesonia!... 

Atellio 
(agitato) 

Numi...  che  far  dovrò? 
Essi  la  reggia  invadono... 

Cesonia 

Ad  incontrarli  io  vò. 

(esce  rapidamente) 


Cesonia  Licinio,  Atellio,  Pretoriani,  Popolo,  ecc. 

Coro 

(investendo  Cesonia,  che  rientra  ferita) 
Muori!  impudica... 


78 


Licinio 
(accorrendo  seguito  dal  popolo) 


Salvisi 
Colei...  Fermate! 


Cesonia 

(cadendo  al  suolo) 


Desso...! 
Ah!  l'invocata  grazia 
M'hanno  gli  Dei  concesso... 


Atellio 


Cesonia  !.. 


Cesonia 

(sollevandosi  vivamente) 

Ah  no!...  l'orribile 
Nome  non  profferir!... 
Lavinia  io  son...  Lavinia... 

(a  Licinio  con  gesto  supplichevole) 
Son  prossima  a  morir... 

Atellio 

(a  Licinio) 

Un  detto  a  questa  misera  ; 
Pietà  del  suo  soffrir...! 

Licinio 

(accostandosi  a  Cesonia) 

Io  l'amo  e  insiem  l'abbomino,.. 
Mi  strazia  il  suo  martir. 


Coro 


Licinio  ! . . .  allontanatevi. . . 
Veleno  è  il  suo  respir. 


79 

Cesonia 

(sorretta  da  Atellio  si  trascina  presso  Licinio  e  gli  parla  con  voce  moribonda) 

T'ho  salvato...  Dal  dì  che  fui  rea... 
Obbliarti...  fuggirti  io  dovea... 
Ma  una  larva  d'amor  mi  tentò... 
I  tuoi  passi  tremando  ho  seguito... 
Per  un'ora  di  gaudio...  ho  mentito... 
Per  quell'ora...  felice  io  morrò... 
Mi  perdona. 

Atellio 

0  Licinio...  ella  muore!... 

Coro 

(a  Licinio) 
Ti  allontana... 

Licinio 

(fa  per  scostarsi) 

Si  spezza  il  mio  cuore... 

Cesonia 
(trattenendolo  per  la  mano  con  sforzo  supremo) 

Mi  perdona  !... 

Licinio 

(sollevandola) 
Ancor  t'amo  ! 

Cesonia 

(con  trasporto  di  gioia) 

Io  vivrò... 
(spira  nelle  braccia  di  Licinio) 

Coro 

(a  Licinio) 

Ti  riscuoti,  dà  tregua  all'affanno! 
Chi  di  Koma  spegneva  il  tiranno 
Pianto  imbelle  versare  non  può. 

FINE 


I